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Un Canto per il Re di Saraha. Un canto di realizzazione sulla natura della mente nella tradizione Mahamudra del buddhismo tibetano.

 

Un canto per il re

 

 Titolo: Un Canto per il Re.
Un canto di realizzazione sulla natura della mente della tradizione Mahamudra.
 Autore: Saraha
 Traduzione e Commento: Antonello Marzocchella
 Edizione: 2017 -Terma Edizioni
 Pagine: 120
 Formato: Pdf, epub, Kindle
 Prezzo:   8,00

 

 

 

 

Un e-book sugli insegnamenti di Mahamudra del Mahasiddha Saraha

Il canto al Re di Saraha appartiene alla tradizione orale dei Doha, canti di realizzazione improvvisati in modo spontaneo in uno stato di profonda contemplazione.

Un’occasione unica per accedere agli insegnamenti del Mahasiddha Saraha sulla natura della mente e sulla natura della realtà.

Un testo prezioso tra i più belli e profondi mai scritti sugli insegnamenti di Mahamudra.

Una guida essenziale, in forma poetica e metaforica, per il praticante e lo studioso moderno di buddhismo.

Un testo di rara bellezza e poesia per chiunque sia interessato a scoprire la propria natura, la natura della propria mente e della realtà oltre ogni illusione.

Un tesoro nascosto finalmente portato alla luce.

 

 

Il canto in versi di Saraha concentra in 40 strofe un intero percorso di conoscenza di sé, di risveglio alla realtà così com’è e di liberazione da illusioni e abitudini dannose.

La pratica di Mahamudra, ovvero del Grande Sigillo o del Grande Simbolo, è descritta dalla base al sentiero, fino alla realizzazione ultima.

Saraha ti guida attraverso il percorso in modo schietto e diretto, fuori da ogni schema e convenzione, fino all’esperienza diretta ed immediata della natura non duale della mente.

 

Un estratto dall'introduzione

Nulla è come sembra, un canto per il Re sulla natura della realtà.

La vita di Saraha si fonde con la leggenda. Visse in India probabilmente intorno al VIII secolo d.C., ma non ci sono notizie certe riguardo la sua biografia. Di casta braminica, si convertì al buddhismo e fu uno degli 84 Mahasiddha, grandi realizzati tantrici dell’India antica.

Saraha, o Sarahapa, significa colui che ha scoccato la freccia. Questo è un esplicito riferimento al fatto che, in alcune versioni della sua biografia, si racconta che abbia incontrato una Dakini, una donna di saggezza, che costruiva frecce, dalla quale imparò la pratica di Mahamudra e che sposò nonostante fosse di casta inferiore.

Conosciuto anche come il Grande Bramino, fu accusato al cospetto del Re di infrangere con il suo comportamento i dettami, le regole etiche e sociali del suo ruolo e della casta a cui apparteneva.

Il Doha Reale fa parte di un ciclo di tre Doha, che Saraha canta al Popolo, alla Regina ed infine al Re come risposta ispirata alle accuse ricevute. Il Canto per il Re, che qui presentiamo, è considerato tra i più profondi ed importanti per la comprensione e la pratica di Mahamudra.

Saraha è considerato, nell’ambito del buddhismo tibetano, all’origine della tradizione di Mahamudra e del lignaggio Kagyupa che ne perpetua l’insegnamento.

Mahamudra vuole dire Grande Sigillo o Grande Simbolo e si riferisce ad una delle più importanti, profonde e dirette pratiche contemplative, nell’ambito della tradizione buddhista. La pratica di Mahamudra conduce al riconoscimento ed alla realizzazione della natura della mente.

Saraha ci ha lasciato questi canti di realizzazione spirituale estremamente belli e di immenso valore. Canti spontanei che, attraverso la metafora e la poesia, esprimono la realtà ultima che trascende l’intelletto.

I canti di realizzazione, chiamati Doha, sono componimenti poetici improvvisati in uno stato di contemplazione profonda. Attraverso forme poetiche, intuitive, metaforiche e simboliche esprimono l’esperienza di base, non concettuale e non duale, della nostra natura e della realtà, altrimenti inesprimibile a parole.

ciò che le metafore di Saraha indicano è qualcosa che appartiene all’uomo al di là di ogni tempo e spazio. Saraha ci indica, con i suoi versi, l’accesso all’esperienza nuda della natura della mente immutabile, incondizionata, innata.

Ed è questa esperienza il dono prezioso e raro di Saraha, ma il dono non è per tutti. Soltanto chi riesce a vedere oltre le sue parole ed a cogliere la natura profonda della propria mente, può apprezzare il dono di Saraha.

 

 

Un assaggio dei versi di Saraha: uno sguardo senza confini

Verso n. 1

Come al soffiare del vento
L’unità dell’acqua calma si frange in flutti e onde,
Così il Re vede diverse apparenze
Dell’unica presenza di Saraha.

 

Verso n. 4

Sebbene diversi, i fiumi sono uno nell’oceano.
Sebbene miriadi, le bugie sono sopraffatte da un’unica verità.
Sebbene le tenebre siano stratificate da tempo,
Svaniscono al sorgere di un unico sole.

 

Verso n. 15

Così come i riflessi che appaiono sulla superficie dello specchio
Vengono scambiati per la realtà, da chi ignora la natura dello specchio,
Così i concetti che appaiono nella mente vengono scambiati per la realtà,
Da chi ignora la natura della mente.

 

Verso n. 32

Persino le vuote apparenze hanno in sé la natura della chiarezza.
Dal loro inizio primordiale sono non-nate, ma si manifestano con l’aspetto di una forma.
Ben assestato nella mente in sé, resta continuamente in uno stato di profonda contemplazione.
Riposa in questa esperienza libera da attività mentali e libera da imperfezioni.

 

Verso n. 35

Non c’è nulla da negare, nulla da affermare,
Non c’è nulla da afferrare, o a cui aggrapparsi: è inconcepibile.
La mente che lo ignora è chiusa nelle sue categorie mentali.
L’inseparabile, co-emergente saggezza spontanea è completamente pura.

 

Verso n. 40

La mente sguazza come un porco nel fango del mondo,
Ma una volta realizzata cosa può mai macchiare la sua natura adamantina?
Nulla può contaminare la mente di chi pratica in questo modo.
Come potrebbe ciò che non ha più alcun effetto su di essa vincolarla?

 

 

un canto per il re

 

 

 

 

 

 

CARRELLO

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